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Mercoledì 07 Luglio 2010 16:43 |
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"Sua maestà il dentice entra in scena" è il quinto paragrafo del primo romanzo di pesca in apnea e di vita marinara, presentato sulle pagine del magazine Apnea e Pesca. Scritto a quattro mani da Eduardo Marchese e Mauro Splendore, vuole portare a conoscenza dei lettori uno spaccato di vita reale legata al mondo della pesca subacquea e del mare. I primi tre paragrafi: i ricordi ti trovano sempre , Il vuoto dentro, Mai tre metri sotto terra e La lunga caduta Sul forum avrete la possibilità di esprimere i vostri commenti forum.
Il racconto verrà pubblicato con cadenza settimanale, ogni lunedì.

La mangianza si abbassò fulminea, schiacciandosi contro il fondo e cercando protezione dal nostro pescatore in apnea. Sembrava che sopra le loro teste fosse passato un coltello invisibile a spalmarle sul fondo. Il nervosismo di questi fu per Marco il segnale inequivocabile che un predatore stava per entrare in scena. Il sipario si aprì, scoprendo il rituale della vita e della morte: un animale muore per la sopravvivenza di un altro. Il teatro dell'esistenza che quotidianamente e ciclicamente si ripete, a cui l'uomo dei tempi moderni non partecipa più. Eppure lui era lì, immerso nell'ambiente più selvaggio sopravvissuto agli isterismi, alla cupidigia e all'ottusaggine dell'essere umano. I dentici non ci misero molto ad entrare nel raggio visivo del pescatore in apnea.
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Giovedì 17 Giugno 2010 12:21 |
"La lunga caduta" è il quarto paragrafo del primo romanzo di pesca in apnea e di vita marinara, presentato sulle pagine del magazine Apnea e Pesca. Scritto a quattro mani da Eduardo Marchese e Mauro Splendore, vuole portare a conoscenza dei lettori uno spaccato di vita reale legata al mondo della pesca subacquea e del mare. I primi tre paragrafi: i ricordi ti trovano sempre , Il vuoto dentro, Mai tre metri sotto terra. Sul forum avrete la possibilità di esprimere i vostri commenti forum.
Il racconto verrà pubblicato con cadenza settimanale, ogni lunedì.
Con quell’ultima immagine Marco tornò alla realtà. Un’infinita distesa d’acqua lo aspettava. Il sole intanto era appena spuntato, ma perso nei ricordi si era fatto trovare impreparato. Rimediò subito. Estrasse la bottiglia d'acqua saponata, svitò il tappo e ne versò il contenuto sia nel pantalone della muta, che nella giacca. Si spogliò velocemente e solo i timidi raggi dell'alba osservarono quel fisico asciutto e nervoso. Le gambe muscolose e forti, le natiche sode e l'addome scolpito, reggevano dritto quel ragazzo voglioso d'avventura. Un primo brivido di freddo, dovuto alla brezza mattutina, lo scosse fortemente e disordinatamente, il secondo lo fece sbrigare. Nudo, in simbiosi perfetta con la Natura, ma initirizzito dalla prepotente umidità notturna. Pochi secondi, un' istante in cui quel corpo tornava ad essere carne ed ossa creati dalla Natura stessa, un abbraccio vero e sincero con la propria Madre, che tutto domina e tutto governa. Così, completamente spoglio, calzò velocemente prima i pantaloni e poi la giacca, i calzari ed i guanti.
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Lunedì 31 Maggio 2010 10:15 |
"Mai tre metri sotto terra" è il terzo paragrafo del primo romanzo di pesca in apnea e di vita marinara, presentato sulle pagine del magazine Apnea e Pesca. Scritto a quattro mani da Eduardo Marchese e Mauro Splendore, vuole portare a conoscenza dei lettori uno spaccato di vita reale legata al mondo della pesca subacquea e del mare. I primi due paragrafi: i ricordi ti trovano sempre e Il vuoto dentro. Sul forum avrete la possibilità di esprimere i vostri commenti forum.
Il racconto verrà pubblicato con cadenza settimanale, ogni lunedì.
La tradizione voleva che, quando un marinaio della comunità marinara del luogo perdeva la vita in mare, gli amici più cari uscissero in barca per gettare una corona di fiori in acqua. Le onde avrebbero pensato ad accogliere i fiori. La corrente a trascinarli dove il mare abbraccia il cielo ed il marinaio volge lo sguardo ogni nuovo giorno. Giunti in darsena mano nella mano trovano un capannello di amici ad aspettarli. Sono le nove del mattino, eppure il caldo morde già alla gola. Le barche all'ormeggio asincrone e pacifiche ondeggiano sull'acqua salmastra. Gli fanno da sottofondo i motori accesi poco prima, che sommessi borbottano regolari. Su un lato di ciascuna barca hanno trovato posto le corone funebri, i cui fiori dai colori vivaci risplendono sotto il sole già alto del mattino. L'unica cosa che manca è salire a bordo, sciogliere gli ormeggi, impugnare il timone e spostare in avanti la leva del gas.
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Lunedì 24 Maggio 2010 14:57 |
Il vuoto dentro è il secondo paragrafo del primo romanzo di pesca in apnea e di vita marinara, presentato sulle pagine del magazine Apnea e Pesca. Scritto a quattro mani da Eduardo Marchese e Mauro Splendore, vuole portare a conoscenza dei lettori uno spaccato di vita reale legata al mondo della pesca subacquea e del mare. Il primo paragrafo lo potete trovare qui, mentre sul forum avrete la possibilità di esprimere i vostri commenti forum.
Il racconto verrà pubblicato con cadenza settimanale, ogni lunedì.
Subito la casa si riempì di parenti e amici. Non aveva avuto ancora il tempo di capire bene cosa fosse successo. La notizia più brutta della sua vita l'aveva travolto, lasciandolo inerme ed incredulo. Si ritrovò abbracciato e sbaciucchiato da questa schiera di estranei e questo lo infastidiva. Marco soffriva quella gente. Voleva stare da solo con la madre. Provava una profonda sensazione di vuoto mista ad incredulità. Si sentiva come se una forza misteriosa gli avesse infilato una mano nello stomaco e avesse estirpato la profonda disperazione che lo aveva invaso. Aveva pianto tutte le sue lacrime? Al solo pensiero provava vergogna.
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Lunedì 17 Maggio 2010 14:57 |
I ricordi ti trovano sempre è il primo romanzo di pesca in apnea e di vita marinara, presentato sulle pagine del magazine Apnea e Pesca. Scritto a quattro mani da Eduardo Marchese e Mauro Splendore, vuole portare a conoscenza dei lettori uno spaccato di vita reale legata al mondo della pesca subacquea e del mare. A voi lettori il primo paragrafo e la possibilità di commentarlo sul forum. Il racconto verrà pubblicato con cadenza settimanale, ogni lunedì..
L'alba lo aveva visto sgattaiolare per Via di Campese, imbracciando il lungo arbalete in legno e calzando sulle spalle il borsone da sub, mentre aveva serrata in vita la cintura di zavorra. A ben guardare, quella figura longilinea e dinoccolata, quell'incedere sbilenco nelle ombre dei primi chiarori, incutevano un certo timore. Marco procedeva a passo svelto, voleva entrare in acqua prima che il sole uscisse pienamente dall'orizzonte. Imboccò Via dell'Allume e cercò di guardare oltre il giardino di Vittorio per studiare il suo mare. I colori erano ancora troppo cupi, ma il silenzio e l'assenza di vento promettevano mare forza olio. In cielo non c' erano nuvole ed i colori limpidi del primo mattino preannunciavano una giornata memorabile.
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Lunedì 08 Marzo 2010 13:19 |
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Felice 8 Marzo a tutte le lettrici di Apnea e Pesca, il magazine di apnea, pesca in apnea e attività subacquee |
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