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| Viaggio, traffico ed il mio fido GPS nautico |
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| Lunedì 11 Agosto 2008 01:07 |
E' il 6 Agosto, sono arrivato ieri sera in Puglia, dopo un viaggio scorrevole da Roma a Bari. Sfortunatamente nei dintorni di questa splendida città, a meno di trenta minuti dalla meta, mi ritrovo bloccato in un traffico denso ed atipico. Lavori in corso. Sono stati necessari 120 minuti per compiere tre chilometri. A piedi sarei gà arrivato a destinazione. Mentre sono immobile nel traffico vedo stagliarsi l'inconfondibile distesa azzurra a levante. Mi viene in mente il senso di libertà che respiro in mare, mentre navigo verso le mie zone di pesca seguendo la rotta tracciata dal mio GPS. E già, il mio precisissimo Lowrance, che grazie al sistema WAAS mi garantisce una precisione di un metro dai "posticini magici" segnati in memoria.
"Aspetta un attimo - penso fra me e me - lo dovrei aver portato con me e custodito nella valigetta della macchinetta fotografica". Sono piantato nel traffico, flemmatico apro lo sportello e scendo dalla macchina. Mi dirigo vero il portabagagli e alzando la testa vedo un serpentone interminabile di luci rosse precedermi lungo il mio senso di marcia. Alle mie spalle una fila interminabile di accecanti anabaglianti. Apro il portabagagli e cerco la borsa contenente il mio amato localizzatore satellitare. La apro e cerco avidamente la soluzione a questo traffico impossibile. Prendo il cavo di alimentazione da attaccare all'accendi sigari e risalgo in macchina. Sono a cento metri dalla prima uscita, che prenderò senza esitare. Accendo il mio navigatore e scorrendo fino al Mark "Casa", lo seleziono e lascio che mi indichi la direzione. Scelgo la visualizzazione a bussola. In linea d'aria mi mancano solo cinquantasei chilometri, ma il fatto di utilizzare un GPS marino, privo di cartografia terrestre, mi lascia un pò perplesso. E' la prima volta che lo uso sulla terraferma. Dopo un'ora e mezza arrivo a casa, passando attraverso una serie di deliziosi paesini che, in tanti anni di soggiorno in zona, non avevo mai visto. Un paio di volte, durante il tragitto da "marinaio terrestre" mi è accaduto di finire su strade senza uscita o su tratturi di campagna. Situazione sicuramente evitabile se avessi acquistato, e poi caricato sul localizzatore satellitare, la comoda schedina di memoria con la mappa stradale d'Italia. L'esperienza avrebbe però perso quel sapore di avventura e libertà, che ritrovo sempre quando vado in mare. E' stato molto divertente, anche se fossi sicuro di non perdermi grazie alla "potenza" e alla "precisione" del mio fido GPS. Chissà come sarebbe stato entusiasmente riuscire a viaggiare con un certo grado di precisione utilizzando solo una bussola o addirittura le stelle. Un'avventura d'altritempi...forse non solo! |
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