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| La sincope in apnea? 2° parte |
| Pesca in Apnea - Didattica |
| Domenica 07 Febbraio 2010 15:02 |
racconto di Antonio Coppola
Note didattiche e impaginazione di Eduardo MarcheseUn mese dopo il primo episodio di sincope, e raccontato nello scritto "La sincope in apnea? Fortunatamente la posso raccontare", mi ritrovai nuovamente a commettere errori molto simili ad allora.
Iniziai a ragionare (sesto errore: quando si pesca va calcolato tutto prima, se accade un imprevisto meglio risalire e ragionarci su ma in superficie) come liberare il mulinello di un fucile non mio (settimo errore). Risalii lentamente, con gli occhi chiusi e le gambe”legnose”. Man mano che mi avvicinavo alla superficie sentivo crescere la fatica. Ad ogni pinneggiata, ogni metro mi sembrava essere un chilometro. Stringevo con forza il fucile (ottavo errore), portando su di peso il pesce catturato, che messo di piatto opponeva una discreta resistenza alla mia risalita. in quel momento no mi venne in mente di lasciare il fucile e sganciare la zavorra(nono e decimo errore). Risalii facendo una fatica enorme e compiendo un errore dopo l'altro. Da quel giorno è cambiato completamente il mio modo di andare in acqua. Non cerco più la profondità. Ho imparato a respirare e ad ascoltare il mio corpo. Ora non cerco più i pesci profondi, ma ho imparato a pescare, riuscendo a fare belle catture di pesce bianco, ma anche di dentici e ricciole in poca acqua. Non stresso più il mio organismo con levatacce e l'estenuante ricerca del pesce"ad ogni costo", poiché si rischia troppo e la vita di un pescatore in apnea vale sempre più di qualsiasi possibile cattura. |
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Comments
sicuramente i corsi ti insegnano a saper ascoltare il tuo corpo e a reagire ai segnali che ti dà in modo giusto, ma resta il fatto che solo tu stesso puoi scegliere se risalire o trattenerti sul fondo quel dannato secondo in più!